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mercoledì 10 gennaio 2024

La grande presa: la più grande rapina criminale nella storia del mondo

 

When people wake up one day and realize that not only have they lost their wealth and personal possessions but that their future has been stolen, it will result in mass hysteria and chaotic violence.

The Great Taking book is displayed in pdf format at the end of this post. ⁃ TN Editor

Una delle migliori denunce dei tentativi segreti, ben nascosti e bellicosi di derubare tutta l'umanità – escludendo il minuscolo numero di individui psicotici che compongono l'opposizione nemica – dei loro beni materiali e della loro libertà "immateriale", è stata pubblicata abbastanza di recente. . Il titolo è accurato La Grande Presa (2023), ed è stato scritto da David Webb, uno degli autori più coraggiosi ed esperti di finanza che abbia mai incontrato. Introduce il libro a pag. 1 in termini senza compromessi:

Di cosa parla questo libro? Si tratta di prendere garanzie, contro tutti i di esso, il gioco finale di questo super ciclo di accumulazione del debito sincrono a livello globale. Ciò viene eseguito mediante un progetto intelligente e pianificato da tempo, la cui audacia e portata sono difficili da comprendere per la mente. Sono incluse tutte le attività finanziarie, tutto il denaro depositato presso le banche, tutte le azioni e le obbligazioni e, quindi, tutte le proprietà sottostanti di tutte le società pubbliche, compresi tutti gli inventari, gli impianti e le attrezzature, i terreni, i depositi minerari, le invenzioni e la proprietà intellettuale. Allo stesso modo verranno prelevati i beni personali e immobiliari di proprietà privata finanziati con qualsiasi importo di debito, così come i beni delle imprese private, che sono state finanziate con il debito. Se avrà successo anche solo parzialmente, questa sarà la più grande conquista e sottomissione nella storia del mondo.

Ora viviamo in una guerra ibrida condotta quasi interamente con l’inganno, e quindi progettata per raggiungere obiettivi di guerra con poco apporto di energia. È una guerra di conquista diretta non contro altri stati nazionali ma contro tutta l’umanità.

Nel prologo del libro Webb dipinge un quadro autobiografico riccamente strutturato della sua provenienza come guru della finanza, ovviamente dotato di intelligenza eccezionale e, si è scoperto, coraggio. La sua conoscenza della finanza e dell'economia è il risultato di lunghi anni di lavoro sul campo, ma ricorda l'assassinio del presidente John F. Kennedy, prima dell'inizio della sua carriera professionale, quando era bambino, e quello che lui chiama ( testimoniando) il successivo “collasso industriale” degli Stati Uniti a Cleveland, dove viveva la famiglia, culminato nella “completa distruzione di tutto ciò che avevamo conosciuto” (p. vii). Prima di entrare nei dettagli della sua vita, inizia il Prologo con un accenno indiretto delle ragioni per cui ha scritto il libro (p. VI):

Oggi, come ben sappiamo, le famiglie sono divise. Le persone stanno vivendo una sorta di isolamento, forse non fisicamente, ma nello spirito e nella mente. Ciò è stato reso possibile dalla magia oscura delle notizie e della narrativa false. Già solo questo è stato un grande crimine contro l’umanità. Gli scopi tattici sono molteplici: confondere e dividere; provocare il disimpegno; demoralizzare; instillare paure e introdurre falsi punti focali per queste paure; manipolare la narrazione storica; creare un falso senso della realtà presente; e, in definitiva, per indurre le persone ad accettare ciò che è stato pianificato.

È impossibile sopravvalutare l’urgenza del messaggio di Webb: tutti coloro che leggono questo articolo dovrebbero scaricare il libro (gratuitamente) dal collegamento fornito sopra, o almeno visualizzare il documentario basato su CHD.TV, Rumble e (non so per quanto tempo) YouTube. Rende la lettura compulsiva – una sorta di romanzo poliziesco non immaginario, nel mondo reale, in cui tu, il lettore, sei sia la vittima del crimine sia colui che guarda oltre le spalle del detective le prove che sta dissotterrando.

E ci sono prove convincenti! Nella “corte della giustizia umana” – che dovrebbero essere accertato, qualora non esistesse – le prime prove documentali addotte da Webb sarebbero sufficienti a incarcerare tutti questi colpevoli, se non condannarli alla pena capitale (ricordando che, etimologicamente, 'capitale', o 'della testa' in Dal latino, si riferisce alla testa, che di solito era implicata nell'impiccagione e nella deberrettoitazione; riecheggia anche in "indossare un berretto"). Che Webb sappia fin troppo bene come ha esposto se stesso (e la sua famiglia) con questo libro – e in precedenza, negli indirizzi in cui ha condiviso le sue scoperte con il pubblico in Svezia e negli Stati Uniti – è chiaro dove scrive, sullo sfondo dei due occasioni in cui ha presentato le sue intuizioni, insieme alle prove (p. xxx):

Meno di un mese dopo aver parlato a quella conferenza negli Stati Uniti, un uomo mi contattò e mi chiese di incontrarci a Stoccolma. Era stato presidente di un partito politico statunitense e aveva avuto una lunga carriera legata all'establishment della difesa. Ha soggiornato in un hotel a pochi passi dal mio appartamento. Abbiamo pranzato. Ha suggerito una pinta di birra. Mi chiese di spiegare l'argomento di cui avevo parlato al convegno. Ho esaminato le prove e le implicazioni. La cosa strana è che poi non fece domande sull'argomento. Invece, mi ha fissato negli occhi e ha detto: “La tua famiglia sa che stai facendo questo?”. Non ha detto altro; quella fu la fine dell'incontro. Ho pagato il conto e me ne sono andato. Forse era stata una “chiamata di cortesia”. Tutti dobbiamo morire prima o poi, ed essere assassinati deve essere uno dei modi più onorevoli per farlo. Bisogna aver fatto qualcosa di giusto! Ha fatto la differenza! Non c'è modo più elegante di morire, davvero. Ho sempre desiderato essere come John Lennon!

Si potrebbe facilmente essere ingannati dalla disinvolta disinvoltura di Webb di fronte a quella che avrebbe potuto effettivamente essere una minaccia di morte sottilmente velata da parte del suo ospite a cena, ma resta il fatto che chiunque abbia il coraggio di opporsi agli psicopatici che cercano di dirottare il mondo corre un rischio tremendo. , tanto più tale opposizione diventa di alto profilo. Ciò è dimostrato dalla recente morte “per suicidio” (sì, giusto!) di Janet Ossebaard, che ha realizzato la serie, La caduta della cabala, ed è stato coinvolto nello smascheramento di una rete di pedofili. Le possibilità che si sia suicidata, come riportato, sono piuttosto scarse, direi; evidentemente era una spina nel fianco della cabala omicida.

Tornando al libro di Webb, egli racconta in modo significativo come, dopo l'9 settembre, quando vide ovunque i segni di un deterioramento dell'economia americana, contemporaneamente c'erano indicazioni innegabili che l'amministrazione Bush stava diffondendo disinformazione sull'argomento, nascondendolo con la diffusione di rapporti fasulli. della forza economica americana.

In realtà, tuttavia, è avvenuto il contrario, di cui sintomatico è stata la rapida chiusura della capacità produttiva americana per delocalizzarla in Cina (che era ovviamente coinvolta nell’accordo). Si stava verificando niente di meno che la perdita (pianificata) della base industriale americana, mentre, parallelamente a ciò, Alan Greenspan lodava il presunto “miracolo della produttività” derivante dagli investimenti e dallo sviluppo tecnologico. È stata una prestazione magistrale nel gettare fumo negli occhi degli americani.

Allo stesso tempo, l’impressione di prosperità fu ulteriormente consolidata proiettando l’illusione che non vi fosse alcun rischio nel prendere in prestito denaro; la capacità di rimborsare i prestiti era apparentemente garantita. Le indagini persistenti e perspicaci di Webb hanno scoperto la pista che rivela i passi compiuti anni fa per prepararsi al collasso economico globale che stiamo affrontando ora. Ciò includeva il collasso finanziario del 2008, di cui scrive ironicamente (p. xxviii):

All’indomani della crisi finanziaria globale si è finalmente saputo che decine di trilioni di perdite su posizioni in derivati ​​erano depositate nelle banche più grandi, che sono state poi salvate con denaro appena creato. I prime broker avrebbero fallito, se non fosse stato per impedire loro di diventare banche e di ricevere iniezioni dirette di denaro creato dalla Fed. Nessuno è stato perseguito. Al contrario, gli autori del reato venivano ricompensati con enormi bonus. Era quasi come se tutto fosse andato secondo i piani.

Se ho capito bene Webb, questa è la strategia che è stata ripetuta più volte, almeno a partire dalla seconda metà del 19th secolo, con il risultato che i ricchi diventano (molto) più ricchi e i poveri diventano (molto) più poveri. In breve, concentrandoci sulla “Velocità della moneta” (VOM) – “Velocità moltiplicata per l’offerta di moneta = PIL. Una velocità inferiore si traduce in un PIL inferiore” (p. 3) – Webb mostra che, dato il collasso ciclico delle economie e degli imperi nel 20° secolo, in seguito alla Grande Guerra, e il vantaggio dimostrabile, nonostante tutte queste difficoltà, di alcuni interessi bancari riguardo controllo (e creazione) del denaro, così come delle istituzioni chiave, gli “eredi” contemporanei di tutto questo controllo sapevano che un collasso simile si sarebbe ripetuto. Si sono preparati per questo. E sono determinati a mantenere il controllo. Da qui il presunto “Grande Reset”.

Durante il periodo della bolla e del crollo delle dot-com, Webb studiò la relazione tra i mercati finanziari e la banca della Federal Reserve, e si rese conto che quest’ultima stava deliberatamente influenzando la prima manipolando l’offerta di moneta – cioè stampando abitualmente più moneta rispetto, correlativamente, al PIL. crescita. Se la crescita dell’offerta di moneta è superiore alla crescita del PIL, si sviluppa una bolla finanziaria, separata da qualsiasi crescita economica reale. Alla fine del 1999 l’offerta di moneta era aumentata di oltre il 40% del PIL annuo, segnalando che il VOM stava implodendo.

Ti suona familiare? Dall’inizio della pandemia sono stati stampati trilioni di dollari USA, accelerando l’ampliamento del divario tra offerta di moneta e produttività economica reale, e accelerando così il collasso finanziario. Questo è ciò che vuole la cabala. Dopotutto, come sottolinea concisamente Webb (p. 4), “le crisi non si verificano per caso; sono indotti intenzionalmente e utilizzati per consolidare il potere e mettere in atto misure che verranno utilizzate in seguito”. In modo piuttosto apocalittico, continua (pp 5-6):

Il VOM si è ora contratto a un livello inferiore rispetto a qualsiasi altro periodo della Grande Depressione e delle guerre mondiali. Una volta esaurita la capacità di produrre crescita stampando moneta, creare più moneta non aiuterà. Sta spingendo su una corda. Il fenomeno è irreversibile. E così, forse l’annuncio del “Grande Reset” è stato motivato non dal “riscaldamento globale” o da profonde intuizioni su una “Quarta Rivoluzione Industriale”, ma piuttosto da una certa conoscenza del collasso di questo fondamentale fenomeno monetario, dalle implicazioni del che vanno ben oltre l’economia.

Quanto diventa sempre più chiaro man mano che si legge questo libro densamente documentato – non un libro con molte pagine, ma un libro “grande” per quanto riguarda l’importanza del suo tema (e la sua fondatezza). Dato il numero di rapporti e altre fonti citate da Webb, è impossibile rendere giustizia qui a tutti i loro dettagli e alla loro pertinenza con l’argomentazione di Webb, secondo cui le cosiddette élite hanno impiegato anni per prepararsi per un collasso del “super-ciclo” che richiederà la transizione verso un Nuovo Ordine Mondiale, con loro ancora al controllo. Posso quindi solo evidenziare le parti salienti della sua argomentazione. Il primo è ben colto dove scrive (p. 7):

Ora non esistono diritti di proprietà sui titoli detenuti in forma contabile in nessuna giurisdizione, a livello globale. Nel grande piano di confisca di tutte le garanzie, la dematerializzazione dei titoli è stato il primo passo essenziale. La pianificazione e gli sforzi sono iniziati oltre mezzo secolo fa.

Non solo la CIA fu intimamente coinvolta in questa “dematerializzazione” – che essenzialmente significava il passaggio dall’archiviazione cartacea dei certificati azionari a un sistema informatico – ma il leader del progetto CIA fu spostato a una posizione senior nel settore bancario senza alcuna attività bancaria. esperienza. Webb solleva la possibilità, in modo interrogativo, che la conseguente “crisi delle pratiche burocratiche” sia stata “fabbricata” per giustificare il processo di dematerializzazione, che ha aperto la strada all’attuale sistema di archiviazione elettronica in tutto il mondo.

Non c’è da stupirsi che l’epigrafe di questo capitolo sia una citazione di Sun Tzu (che è altrettanto applicabile anche oggi): “Tutta la guerra è basata sull’inganno”. Ciò copre anche l’argomento del capitolo successivo: “Security Entitlement”, di cui Webb scrive (p. 9): “La più grande sottomissione nella storia del mondo sarà stata resa possibile dall’invenzione di un costrutto; un sotterfugio; una bugia: il “diritto alla sicurezza”.

E infatti, dopo aver informato che, fin dalla loro nascita più di 400 anni fa, questi “strumenti finanziari negoziabili” sono stati riconosciuti, dalla legge, come proprietà personale, colpisce il lettore con la notizia che non è più così. In pratica, spiega Webb, ciò implica che anche se, volendo evitare le complicazioni di un eventuale fallimento di una concessionaria di automobili dopo aver acquistato un'auto a rate, qualcuno l'ha acquistata in contanti, questo non funzionerà più. I diritti di garanzia sono stati modificati legalmente per consentire ai creditori della concessionaria in bancarotta di pignorare l'auto come bene che appartiene ancora alla concessionaria.

Webb lo ritiene legale colpo di stato come segue (pag. 10): "Sostanzialmente tutti i titoli 'di proprietà' del pubblico in conti di custodia, piani pensionistici e fondi di investimento sono ora vincolati come garanzia collaterale a sostegno del complesso dei derivati..." La "classe protetta" ha legalmente rubato tutti i nostri beni da noi ancor prima che si verifichi la prevista (e architettata) implosione finanziaria globale (if lo fa). Inoltre, attraverso una legislazione aggiuntiva, questa è stata “armonizzata” per garantire che ai “creditori garantiti” sia garantita la protezione dei loro beni attraverso la “mobilità transfrontaliera del controllo legale di tali garanzie” (p. 16). Inoltre, sono state adottate tempestivamente disposizioni di “approdo sicuro” per proteggere la classe dirigente (p. 32):

Nel 2005, meno di due anni prima dell’inizio della crisi finanziaria globale, le disposizioni sull’approdo sicuro nel codice fallimentare degli Stati Uniti sono state significativamente modificate. L’“approdo sicuro” sembra una buona cosa, ma ancora una volta si trattava di garantire con assoluta certezza che i creditori garantiti possano prendere i beni dei clienti e che ciò non possa essere contestato successivamente. Si trattava di un “porto sicuro” per i creditori garantiti contro le richieste dei clienti sui propri beni.

La situazione peggiora. Si scopre che, se qualcosa chiamato Central Clearing Party – incaricato di fornire “compensazione e regolamento delle operazioni” in una varietà di transazioni finanziarie – non è sufficientemente capitalizzato per prepararsi all’eventualità di un fallimento, e tale fallimento si verifica, “è il creditori privilegiati che prenderanno i beni degli aventi diritto. Questo è dove stiamo andando. È progettato per accadere all’improvviso e su vasta scala”. Webb prosegue disilludendo i lettori dalla convinzione che il cosiddetto “Bank Holiday” abbia posto fine alla Grande Depressione (Capitolo VIII), e credendo alla promessa di Ben Bernanke, nel 2002, che la Federal Reserve “non lo farà più” ( cioè commettere i propri errori riguardo a ciò che ha portato alla Grande Depressione). Invece, avverte (p. 46):

La Fed è davvero “molto dispiaciuta”? Si può credere alla promessa che “non lo faremo più?” Hanno studiato in dettaglio le lezioni del passato; tuttavia, il loro scopo è stato quello di preparare una versione globale nuova e migliorata per la spettacolare fine di questo super-ciclo di espansione del debito. Questo è ciò di cui parla questo libro.

L’elaborazione di Webb sulla Grande Deflazione (Capitolo IX) è un salutare promemoria del fatto che questo genere di cose è già accaduto prima, negli anni ’1930, anche se non nella scala pianificata questa volta. Nella Conclusione (p. 64) ribadisce il suo punto di vista confrontando i lettori con la cruda realtà di ciò che sta accadendo; Mi sento di citare per intero questo potente capitolo, ma ovviamente è ridondante, perché il libro può (e dovrebbero) può essere scaricato gratuitamente tramite il collegamento fornito all'inizio di questo articolo: leggilo; è imperativo leggere tutti i dettagli che non possono essere forniti qui. Ecco un'infarinatura di citazioni da esso:

Come essere umano, questo non dovrebbe preoccuparti? Quale parte del massacro organizzato di un gran numero di persone innocenti trovi accettabile? Credi di essere speciale in qualche modo, che sei stato protetto o che lo sarai ora?

 Ci sono state abbondanti prove di un grande male all’opera nel mondo, nel corso dei tempi e nel nostro tempo presente. Desideri davvero ignorarne l'esistenza e il funzionamento? (pag.64.)

Non sapere è brutto. Non voler sapere è peggio.

 L’ignoranza volontaria dell’esistenza e del funzionamento del male è un lusso che nemmeno i ricchi possono più permettersi.

Siamo nella morsa del male più grande che l’umanità abbia mai affrontato (o che abbia rifiutato di riconoscere, a seconda dei casi). La guerra ibrida è illimitata. Non ha limiti. È globale ed è dentro la tua testa. Non finisce mai. (pag. 65.)

Abbiamo assistito a progetti e tentativi reali per esercitare il controllo fisico sul corpo di ogni persona, a livello globale, e questo continua… Perché sta succedendo?

 Farò un'affermazione sorprendente. Ciò non avviene perché il potere di controllo stia aumentando. È perché questo potere sta effettivamente crollando. Il “sistema di controllo” è entrato nel collasso.

 Il loro potere è basato sull’inganno. I loro due grandi poteri ingannevoli, il denaro e i media, sono stati mezzi di controllo estremamente efficienti dal punto di vista energetico. Ma questi poteri sono ora in dilagante collasso. Questo è il motivo per cui si sono mossi urgentemente per istituire misure di controllo fisico. Tuttavia, il controllo fisico è difficile, pericoloso e ad alta intensità energetica. E così rischiano tutto. Rischiano di essere visti. Non è questo un segno di disperazione? (pagg. 67-68.)

Mai prima d’ora un sistema ha beneficiato così pochi a scapito di così tanti. Tutto ciò non è intrinsecamente instabile e insostenibile? Il controllo fisico, al contrario del dominio tramite l’inganno, richiede un’energia enorme. È possibile sostenere tutto questo distruggendo tutte le economie e abusando di tutte le persone, a livello globale? Non sanno come “ricostruire meglio”. Guardate la loro impronta nel mondo: la distruzione, la devastazione economica. (pag. 68.)

Vorrei concludere con le parole di John F. Kennedy:

I nostri problemi sono causati dall’uomo;

pertanto, possono essere risolti dall'uomo. (pag. 70.)

A mia volta, concluderò con l’ultimo paragrafo del Prologo di Webb; prendiamolo a cuore, diffondere il collegamento al suo libro in lungo e in largoe, per citare il titolo del recente libro di Naomi Wolf, "affronta la bestia" con coraggio e risolutezza:

La mia speranza è che, rendendo esplicita questa spiacevolezza, e facendolo in un momento in cui gli sviluppi stanno diventando più evidenti, la consapevolezza possa diffondersi e che il peggio possa essere evitato. Forse questa Grande Presa potrebbe non essere consentita se ciascuno di noi tenesse fede alla propria volontà – anche i banchieri d’investimento – e dicesse con forza: non lo permetteremo. È un costrutto. Non è reale.

Amen.

Leggi la storia completa qui ...

Pubblicato sul sito web: https://it.technocracy.news/

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mercoledì 12 agosto 2020

Se pensavate fosse finita ... vi sbagliavate di molte lunghezze

Mario MontiSfregio all’Italia: l’Oms chiede a Monti di riformare la sanità



«Ora sì, che può partire un completo, sicuro e definitivo “stai sereno!”, di renziana memoria. E ci aggiungerei un bell’“andrà tutto bene”: così, giusto per non farsi mancare nulla». In altre parole, siamo fritti: perché sul nostro futuro torna a incombere il peggiore dei fantasmi, quello di Mario Monti.

 

Non bastavano «task-force, comitati tecnico-scientifici e Dpcm in stile imperiale, ad abrogare intere parti fondamentali della nostra Costituzione e dei diritti fondamentali di ognuno di noi», atti d’imperio basati proprio su verbali «stranamente  posti sotto segreto di Stato». Pensavamo di aver toccato il fondo? Errore, scrive Marco Ludovico: «Ora infatti si inizia a ballare sul serio, dopo le prove tecniche e gli esperimenti sociali effettuati per tutta la prima metà di questo sciagurato anno di sventura».

 

E’ infatti in arrivo una super-commissione «presieduta dall’esimio Mario Monti, direttamente nominata e istituita proprio da quell’Oms che così tanto bene ha fatto, in questa emergenza, da procurare una decisione senza precedenti, come quella dello stop ai finanziamenti da parte degli Usa, lasciando quindi come suo principale finanziatore non un altro Stato, ma quello che era il suo secondo finanziatore principale, ovvero l’altrettanto esimio Bill Gates».  


Ora, scrive Ludovico sul blog del “Movimento Roosevelt”, già il solo fatto che una organizzazione mondiale così potente come l’Oms possa avere fra i suoi primi finanziatori non gli Stati che vi aderiscono, ma un singolo soggetto privato, dovrebbe far tremare i polsi. «Se ci aggiungiamo che ora direttamente l’Oms istituisce questa super-commissione, citata come “paneuropea”, e che per giunta questa sarà presieduta da una vecchia ma purtroppo non tramontata conoscenza come Mario Monti, cosa ci potremmo mai aspettare? Nulla di buono – continua Ludovico – soprattutto se all’analisi di chi la compone e presiede aggiungiamo l’analisi degli scopi e degli obiettivi».

 

Il primo: “Ripensare i sistemi sanitari di tutta Europa”, nientemeno. «Ovviamente, dopo il grande successo che gli interventi del professor Monti hanno avuto sul nostro sistema sanitario nazionale in un solo anno di governo, come non pensare a lui addirittura per tutta l’Europa?». E’ cronaca: lo scorso marzo, in piena emergenza Covid, tutti i medici ospedalieri italiani (e tutti i loro pazienti) hanno “ringraziato” Monti per i suoi famosi tagli alla sanità, non meno di 30 miliardi, che si calcola abbiano messo in croce le terapie intensive e fatto mancare migliaia di posti letto. 

 

Altro obiettivo della super-commissione montiana: “Ripensare tutto il sistema economico per una crescita sostenibile”. Protesta Ludovico: com’è possibile affidare un simile compito a un personaggio che, sempre in un solo anno, è riuscito a far registrare la peggior serie di trimestri nella storia, in termini di crescita del Pil, riuscendo anche a far letteralmente esplodere il debito pubblico? Corollario: Monti fece scempio dei diritti sociali che ormai sembravano inalienabili e scontati. «Se poi ci aggiungiamo anche quella parolina, ormai tanto di moda, “sostenibile” – scrive Marco Ludovico – allora ogni speranza di benessere per la collettività può tranquillamente essere abbandonata», a meno che non si ami la visione malthusiana dell’economia in un mondo che andrebbe “sfoltito”, riducendone la popolazione, «e anche qui, guarda caso, le coincidenze fra attori, idee e progetti è spaventosamente coincidente».

 

L’Oms assicura che tutte le scelte dovranno avere la salute come priorità? Su questo non c’è molto da aggiungere, dice Ludovico, visto che abbiamo appena sperimentato «cosa intendono, “certe persone” e certe istituzioni, con questo termine». Un obiettivo «molto nobile nelle premesse, ma deleterio nella sua declinazione pratica, che nulla ha avuto a che vedere né con la salute né tantomeno con il benessere collettivo». 

 

Ciliegina sulla torta, il famoso Mes che tanto ci ha appassionato: siamo passati dal “non lo chiederemo mai” al “ma sì, quasi quasi conviene”, se è senza condizioni (solo che poi abbiamo scoperto che le condizioni le aveva, eccome, aggiunge Ludovico). Dunque: il Mes per che cosa obbligava a spenderli, i soldi eventualmente chiesti in prestito? Per le spese sanitarie legate all’emergenza Covid. E chi è, adesso, a decidere come si spendono i soldi in ambito sanitario per l’emergenza virus? Davvero lui, il sepolcrale Mario Monti? Il massone ultra-reazionario, il tecnocrate bocciato dagli italiani e ora recuperato dalla micidiale, mefitica Oms? «Sicuramente, è tutto solo un simpatico equivoco frutto di coincidenze del destino», conclude Marco Ludovico, sarcastico.

 

«Ma io – aggiunge – sono sempre rimasto fedele a quanto sostenuto da Andreotti: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende. E ultimamente, purtroppo, il fatto che non ci sia nemmeno più il pudore di cercare di nascondere o velare certe azioni e decisioni, rende questa facoltà di azzeccarci preoccupantemente alta». E’ l’agenzia “AdnKrons” a confermare la notizia: tutto vero, l’Oms vuole proprio Monti a capo della task-force europea per ridisegnare la sanità. Ennesimo sfregio all’Italia: siamo la vittima principale, in Europa, di chi ha trasformato il coronavirus in una specie di inferno.

 

Fonte: https://www.libreidee.org/.

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mercoledì 11 dicembre 2019

Ieri come oggi, tutto quello che mette in conto il PIL

 

Ricevo da Anna Dossena e pubblico
Robert Kennedy fa un BELLISSIMO DISCORSO CHE ENTRERÀ NELLA STORIA, nell’Università’ del Kansas, intitolato:
“Inadeguatezza del PIL come INDICATORE del benessere delle Nazioni
economicamente sviluppate”  era il Marzo del 1968

3 MESI DOPO QUESTO DISCORSO, R.Kennedy fu UCCISO Assassinato, durante la sua CAMPAGNA ELETTORALE come nuovo Presidente degli Stati Uniti.

Ora....pensatelo in chiave FUTURISTICA, e rileggetelo qui di seguito, come se NON FOSSE STATO SCRITTO PER IL POPOLO AMERICANO di allora, ma del Popolo Italiano di OGGI.

“NON TROVEREMO MAI UN FINE PER LA NAZIONE. Ne una nostra personale SODDISFAZIONE NEL MERO PERSEGUIMENTO DEL BENESSERE Economico nell’Ammassare senza fine BENI TERRENI. 

Non POSSIAMO MISURARE LO SPIRITO NAZIONALE sulla base dell’indice dello SPRED. Ne i successi del Paese sulla base del PRODOTTO INTERNO LORDO.

Il PIL (così denominato) comprende anche l’INQUINAMENTO DELL’ARIA, della TERRA e dell’ACQUA. La PUBBLICITÀ’ INGANNEVOLE IN TELEVISIONE, e le AMBULANZE UTILIZZATE ER SGOMBERARE LE NOSTRE AUTOSTRADE DALLE CARNEFICINE IN AUTO O MOTO DEI FINE SETTIMANA IN DISCOTECA e nei LOCALI. 

Il PIL, mette nel conto le SERRATURE SPECIALI che UTILIZZIAMO PER BARRICARCI DENTRO LE NOSTRE CASE e IL COSTO delle PRIGIONI PER COLORO CHE TENTANO DI FORZARLE.

Il PIL, Comprende PROGRAMMI TELEVISIVI, che VALORIZZANO LA VIOLENZA PER VENDERE PRODOTTI VIOLENTI AI NOSTRI BAMBINI.

Questa violenza cresce con la produzione di ARMI DI DISTRUZIONI DI MASSA, BOMBE, AEREI Da COMBATTIMENTO E TESTATE NUCLEARI.Si ACCRESCE CON GLI STRUMENTI VIOLENTI CHE LA POLIZIA USA PER SEDARE LE RIVOLTE E NON FA ALTRO CHE AUMENTARE QUANDO, SULLE LORO CENERI, SI RICOSTRUISCONO I BASSIFONDI POPOLARI.

Il PIL NON TIENE CONTO DELLA SALUTE DELLE NOSTRE FAMIGLIE E DEI NOSTRI FIGLI, DELLA QUALITÀ DELLA LORO EDUCAZIONE, o DELLA GIOIA NEI LORO MOMENTI DI SVAGO. 

NON COMPRENDE LA BELLEZZA DELLA NOSTRA POESIA. LA SOLIDITÀ’ dei VALORI FAMILIARI, o l’INTELLIGENZA DEL NOSTRO DIBATTERE. 

IL PIL, NON MISURA:
NE LA NOSTRA ARGUZIA,
NE IL NOSTRO CORAGGIO.
NE LA NOSTRA SAGGEZZA,
NE LA NOSTRA CONOSCENZA O CONSAPEVOLEZZA.
NE LA NOSTRA COMPASSIONE, NE LA DEVOZIONE AL NOSTRO PAESE.
MISURA TUTTO....
 

IN BREVE:

ECCETTO
CIÒ’ CHE RENDE LA VITA, VERAMENTE DEGNA DI ESSERE VISSUTA. 

Può DIRCI TUTTO SULLA CONDIZIONE ECONOMICA ITALIANA, MA NON SE POSSIAMO ESSERE ORGOGLIOSI DI ESSERE ITALIANI. A voi, ogni tipo di
CONSIDERAZIONE e RAGIONAMENTO a RIGUARDO. 




Andrea Libero Gioia
The WALK of CHANGE.

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lunedì 2 dicembre 2019

“Homo pagans”: Il modello neoliberista è arrivato alla fase finale del suo ciclo vitale

 
L’INIZIO DI UNA RIVOLTA GLOBALE?  

Davvero strano, questo momento storico. Accanto alla magniloquente ed ossessiva riaffermazione “urbi et orbi” dei principi base del “politically correct”, consistenti in diritti, uguaglianza, solidarietà e libertà, uno strano ed incontrollabile malessere sembra percorrere da est ad ovest, da nord a sud, l’intero orbe terracqueo. Un incontrollabile succedersi di rivolte ed insurrezioni, come uno strano libeccio di rivolta, soffia dall’America Latina all’Asia, sin dentro alla vecchia ed apparentemente stabile,

Europa. Un vento “strano”, perché mai parte da premesse ideologiche, da precostituite visioni del mondo ma, per lo più, da istanze primarie, che potremmo definire “di stomaco”, frutto di un istintivo sentire.

Tanti casi e contesti differenti, questo è assolutamente vero. Non si può paragonare quanto accaduto in Bolivia con Evo Morales, alla rivolta dei “gilè gialli” d’Oltralpe, né la rivolta di Hong Kong, con quanto accaduto in Libano o in Iraq. Non solo. Qualcuno potrebbe, giustamente, farci notare che, in taluni casi, come in Bolivia o in quel di Hong Kong o per l’attuale contesto iraniano, si può chiaramente avvertire l’influenza della politica statunitense, chiaramente interessata alla destabilizzazione di certi contesti, che vorrebbe ricondurre sotto la propria influenza.

Influenza, non ispirazione e direzione, perché, come abbiamo già accennato, tutte queste rivolte, sono frutto di un istintivo sentire per lo più ispirato da bisogni primari, di natura meramente economica.

Tanto per fare un esempio calzante, l’attuale rivolta iraniana esplode con l’aumento dei prezzi del carburante. A guidare le rivolte di Libano ed Iraq, altrettante motivazioni di natura prettamente economica. Se la destituzione di Evo Morales in Bolivia, è stata ufficialmente guidata da ragioni di ordine politico (accuse di brogli, etc.), in Argentina e Cile, le rivolte sono apertamente ispirate da ragioni economiche.

Dobbiamo allora concludere di trovarci di fronte ad un affastellato di episodi tra loro non connessi e per lo più ispirati da aride motivazioni di ordine economico o cosa? Per cercare di darci una risposta che vada oltre alle solite e superficiali analisi, dobbiamo partire da un rapido risguardo allo scenario macro economico mondiale.

Le probabilità di una recessione negli USA, che andrebbe poi ad estendersi al resto del mondo, sono più elevate degli ultimi dieci anni, almeno a detta della Federal Reserve Bank di New York. E questo, senza voler considerare il rischio di “default” del paese nordamericano, riaffacciatosi dopo quasi 40 anni.

Difatti, stando alle ricerche del Bipartisan Policy Center, a causa dell’ultra elevato debito pubblico (22,4 miliardi di dollari) e di bassissime entrate del bilancio, già a partire dal mese di settembre del 2019 il paese non si sarebbe più potuto permettere di saldare i propri conti. Se, per ora, la catastrofe sembra esser stata rinviata, grazie alla particolare condizione di paese-produttore di una valuta, ad oggi ritenuta al pari di una qualsivoglia fondamentale materia-prima, i problemi, comunque, permangono.

Ben peggiore è la situazione della Cina. La crescita del debito del gigante asiatico, si avvicina al 300% del PIL, un dato questo, in grado di influenzare

negativamente, l’economia dei paesi del mondo intero. Il rischio di un drastico rallentamento dell’economia, dato dal debito pubblico e da quello delle locali aziende private, ha messo in allarme tutte le aziende straniere, pronte a lasciare la Cina, contribuendo così a destabilizzare ulteriormente un quadro, già di per sé intricato e confuso.

L’economia tedesca, uno dei motori trainanti dell’economia europea, è divenuta vulnerabile, e potrebbe, entrando in una ulteriore fase di crisi, impedire il futuro sviluppo di tutto il Vecchio Mondo. A detta di molti esperti, ciò sarebbe dovuto accadere già nel 2018, ma all’epoca mancavano alcuni fattori, come per esempio, l’inasprimento dei controlli delle emissioni di quest’anno.

Il tutto senza voler considerare il problema delle conseguenze di una “brexit” condotta in modo incerto ed approssimativo, sull’intero assetto macro economico europeo. In base a questi scenari, si paventa una pesante ondata recessiva, a livello globale, già per l’anno venturo, senza tener conto del fatto che, l’economia di paesi come l’Italia, si trova già, “de facto”, in uno stato recessivo. Ad ora, i timori dei mercati sono tutti concentrati su un appesantimento delle attuali guerre commerciali, con un calo della domanda e con la riduzione dei prezzi.

Tecnicismi economici a parte, quel che rimane di tutti dati e gli scenari che abbiamo sinora descritto, è la crescente volatilità ed incertezza dello scenario economico mondiale, che trova la sua precisa origine nella crisi del modello neoliberista, arrivata alla fase finale del suo ciclo vitale, caratterizzata da sempre più brevi momenti di euforia dei mercati e sempre più lunghi e profondi momenti di crisi. Il neoliberismo, anziché benessere ed aumento del tenore di vita a livello globale, ha arrecato miseria e sperequazione “urbi et orbi”.

Sotto le spoglie di proteste dalla valenza politica, si cela, invece, il generale malcontento contro un modello che, da qualunque parte adottato, ha comunque portato e sta portando a risultati che lasciano i vari popoli con l’amaro in bocca.

E questo vale dall’Egitto al Libano, dall’Iraq all’Iran, da Hong Kong all’Indonesia, dal Cile all’Argentina sino alla Bolivia, non senza passare per il Vecchio Continente, con i suoi maggiori e più evidenti sommovimenti, in Francia, ma anche in Grecia e Spagna. A ben guardare, però, l’odierna fase del capitalismo è ben peggiore di quelle che l’hanno preceduta nel tempo.

Dal Capitalismo della Rivoluzione Industriale, siamo passati al Produzionismo Taylorista e Fordista, sino ad arrivare all’attuale cosiddetta “Post-Modernità”, imperniata su quello che potremmo definire un modello di Capitalismo “Illusionista”, ovverosia, in grado di determinare nelle masse l’impressione di poter pervenire ad uno stato di benessere economico, grazie alla possibilità offerta a tutti di poter reperire beni di consumo, quali prodotti tecnologici vari (telefonia mobile, connessioni in Rete, etc.) o altri beni di consumo più o meno duraturi, che danno l’illusione di sostituire quelle gravi carenze economiche, quali precarietà lavorativa, bassi redditi etc., che caratterizzano questa fase Tant’è che la ultima e più micidiale crisi finanziaria mondiale è stata proprio causata dalla massiccia ed incontrollata immissione sul mercato di quei titoli “subprime” alla base della bolla speculativa che ha proprio avuto per oggetto l’acquisto di immobili da parte di milioni di risparmiatori Usa.

Punto secondo. Oggi, tutto sembra essere acquistabile con maggior facilità, grazie allo sviluppo di strumenti creditizi prima non concepibili che, con l’illusione di alleviare il costo dell’acquisto di un determinato bene, caricano invece di costi aggiuntivi lo sfortunato consumatore che, in tal modo andrà a sborsare, vita natural durante, cifre esorbitanti rispetto a quanto prospettato. Il nostro consumatore ideale vivrà, pertanto, gravato da tante situazioni debitorie, che andranno intaccando, irrimediabilmente, le sue, già precarie, risorse finanziarie.

“Homo pagans”, questo è l’esatto termine tassonomico, con cui definire l’alienato individuo odierno, costretto a vivere pagando in continuazione, per nulla ricevere in cambio, se non illusioni che, al primo batter d’ali, si dissolveranno come neve al sole. E la gente sta cominciando a non poterne più. In tutto il mondo.

Ci si rivolta nel nome di bisogni elementari, si sentono sempre più attaccati i propri esigui spazi vitali ed un fatto come questo, è molto più pericoloso di una rivolta, all’insegna di una qualsivoglia utopia o narrazione ideologica.

Una rivolta che si è andata propagando come un incendio in tutti i continenti e che potrebbe gettar le basi per nuovi, imprevedibili, sviluppi. A differenza di un a volta, oggi sempre più, i popoli quando si sentono direttamente toccati in quello che è il proprio “particulare”, reagiscono, chiedendo di poter partecipare direttamente a quelle grandi decisioni, da altri prese in loro vece.

Una prospettiva, questa, che potrebbe far saltare tutti i bei piani di certi signori. La tanta profetizzata “liquidità” di Zigmunt Baumann, sta invece trasformandosi in una molto più pericolosa “volubilità”, che potrebbe portare il povero, alienato, “homo pagans”, ad una nuova ed inedita trasformazione antropologica, da elemento passivo a soggetto attivo, nel nome di un’inedito recupero della propria sovranità spirituale, politica ed economica. 

E’ inutile che Lor Signori si nascondano dietro a certe foglie di fico: le loro uguaglianza, solidarietà e libertà fanno il paio con omologazione, standardizzazione ed indiscriminato sfruttamento, all’insegna del liberismo economico. 

I popoli stanno incominciando a capire, cercare di modificare il corso della Storia con parole d’ordine buoniste e facendo orecchie da mercante, come se nulla fosse, non salverà questo Sistema dalla sua prossima, ventura, fine.

UMBERTO BIANCHI
Pubblicato da Giuseppe Turrisi a 23:31:00 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest

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