Già a marzo 2022 il ministro dell'Innovazione tecnologica e la
transizione digitale, Vittorio Colao al forum ANSA aveva dichiarato:
“Stiamo pensando ad una piattaforma per l'erogazione di tutti i benefici
sociali, il nome provvisorio è IDPay, tutto direttamente in digitale,
addirittura in pagamento anticipato, senza bisogno di dover anticipare i
soldi, venire riconosciuti nel punto vendita e ricevere l'ammontare di
bonus di voucher grazie alla piattaforma” e si può partire “già da
quest'anno”.
Vogliono entro il 2022 arrivare ai pagamenti e ai
servizi digitali con IDPay, una piattaforma che permetterà ai sudditi di
accedere ai bonus e alle misure di sostegno del governo. Quindi per
accedere all’elemosina di Stato, alle erogazioni dei bonus pubblici
servirà la piattaforma, altrimenti cazzi vostri.
Attenzione perché
questa è la dolce carotina, il bastone nel didietro va ben aldilà degli
spiccioli del regime, e della ridicola lotta all’evasione, perché si
inserisce in un piano più ampio che ha già visto la nascita di PagoPa
(che gestirà IDPay), la «piattaforma dell’interoperabilità» dove tutte
le pubbliche amministrazioni come Agenzia delle Entrate, Anagrafe,
Ministero dell’Interno e Inps agganceranno i propri dati. Avete capito
cosa c’è sotto? Il quadro inizia a prendere forma se vi dico che a tale
sistema confluiranno anche i dati della cartella sanitaria elettronica,
dello status vaccinale e delle eventuali pendenze giudiziarie? Non si
tratta solo della società cashless priva di contanti, ma è l’inizio
della digitalizzare della Vita umana! E’ schiavitù digitale all’ennesima
potenza!
L’uomo non sarà più un cittadino, ma un ID, un codice
digitale: i cui diritti potranno essere attivati o disattivati
semplicemente da una tastiera di un pc o peggio ancora da un algoritmo
di una Intelligenza Artificiale! E’ l’apoteosi del controllo sociale!
Questa dittatura digitale va impedita con ogni mezzo…
Qualche settimana fa Bill Gates, tipico rappresentante della barbarie
culturale americana “aumentata” e resa cieca dal potere e da livelli di
ricchezza indecorosi , ha paragonato la lotta al Covid alla seconda
guerra mondiale, un parallelo demenziale dove il virus diventa Hitler e i
vaccini e il controllo sociale informatico fanno la parte delle forze
alleate.
E’ evidente che Bill non ha mai aperto un libro di storia in
vita sua o se lo ha fatto non ci ha capito molto, ma non rinuncia a
utilizzare in maniera ancora più grottesca del solito la reductio ad
hitlerum che è l’artificio retorico fondamentale del Washington
consensus: tutto ciò che si oppone ai disegni delle elites occidentali
diventa il male assoluto.
Tuttavia nello stesso editoriale dove il
vaccinatore folle propone questo sconsiderato paragone, fa un un esame e
al tempo stesso un panegirico di tutti gli strumenti informatici e i
finanziamenti privati disponibili per il “passaporto Covid”, ovvero i
certificati digitali sanitari destinati a dividere i sani dai “malati”, i
puri dagli intoccabili e questo per ogni virus presente e futuro,
esistente o meno, creato o pompato.
Ora è difficile immaginare qualcosa
di più vicino allo spirito del nazismo e alle tendenze eugenetiche di
quel regime che sono diventate anche quelle delle attuali oligarchie del
denaro.
Ora di ciò che pensa Gates potremmo anche infischiarcene da un punto
di vista puramente intellettuale vista l’assoluta povertà dei contenuti e
la consapevolezza appannata dal denaro che spinge fatalmente a giocare
con i destini altrui mostrando il volto della filantropia, ma non si
può evitare il confronto con la nuova eugenetica che nasce dal controllo
di massa.
Essa si fonda su una sorta di dittatura pseudoscientifica,
cone del resto l’eugenetica del secolo scorso: non dimentichiamo che il
manifesto per la razza dell’estate 1938 – ed era proprio luglio – si
chiamava ufficialmente “manifesto degli scienziati per la razza” a
dimostrazione che la libertà della scienza è solo un concetto limite,
qualcosa che si conquista ogni giorno, ma che non è possibile dare per
scontato, anzi non lo è quasi mai.
Oggi invece di dividere l’umanità a
seconda del colore della pelle o dell’etnia la si intende dividere in
individui che accettano la perdita delle libertà fondamentali, ovvero i
nuovi “sani” e chi invece recalcitra avendo coscienza che questa
ingegnerizzazione della società elaborata nei think tank neoliberisti e
negli incubi dei super ricchi spazza via la dignità, il lavoro e il
futuro per enormi masse di persone.
Il tutto si traduce si traduce anche
in un neo maltusianesimo che del resto è un altro dei punti
apertamente portato avanti da Gates. Come egli concili la diminuzione di
popolazione con la campagna vaccinale che dovrebbe avere lo scopo
opposto è per ora un mistero, ma temo che se non si riuscirà ad arginare
il neo nazismo sanitario di cui Gates è il Führer , lo scopriremo
presto.
Chi pensa che la situazione che si è creata con l’assunzione di un
virus modestamente patogeno in killer universale sia passeggera, che si
tornerà alla normalità e che i danni inflitti dalle misure di
contenimento a seguito di una semplice sindrome influenzale, potranno
essere riparati, è davvero un ingenuo: proprio l’artificialità
dell’allarme denuncia che ci sono poteri interessati a trasformare la
crisi in stato permanente e distruggere così ciò rimane della
democrazia, sia pure ridotta a democratismo come aveva previsto nello
specifico Marcuse, ma che tutta la scuola di Francoforte aveva previsto
attraverso la pervasività dei media di massa che abituano le persone ad
una ricezione passiva dei messaggi. Finito un virus se ne farà un altro e
poi un’altro ancora e se non basta verranno aggiunti sempre nuovi
pericoli. Ecco perché non bisogna farla passare liscia ai narratori
della peste, perché la teste sono loro.
Avram Noam Chomsky, nato a Philadelfia il 7 dicembre 1928, è un linguista, filosofo, teorico della comunicazione e anarchico statunitense.
“…uno dei pochi grandi intellettuali
che non hanno mai rinunciato ad essere coscienza critica della società
occidentale. Per oltre trent’anni le sue opinioni e i suoi giudizi,
sempre attenti a cogliere l’essenza delle cose dietro l’apparenza della
realtà, hanno sensibilizzato un crescente interesse del pubblico verso
la reale natura del potere…” tmcrew.org
Noam Chomsky, professore emerito al
Massachusetts Institute of Technology, ha elaborato una lista delle 10
regole del controllo sociale, ovvero, strategie utilizzate per la
manipolazione del pubblico attraverso i mass media.
– 1)La strategia della distrazione.
L’elemento
primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, che
consiste nel deviare l’attenzione del pubblico da problemi importanti e
dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso
la tecnica del diluvio o inondazione di continue distrazioni e informazioni insignificanti.
La strategia della
distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di
interessarsi alle conoscenze essenziali nell’area della scienza,
l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.
Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il
pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare di
ritorno alla fattoria come gli altri animali.
– 2)Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato: Problema > Reazione > Soluzione.
Si crea un problema,
una situazione prevista per causare una certa reazione da parte del
pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si
desiderano far accettare.
Ad esempio: lasciare
che si dilaghi o si intensifichi una violenza urbana, organizzare
attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia che richieda le
leggi di sicurezza e le politiche a discapito della libertà.
– 3) La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile basta applicarla gradualmente, al contagocce, per anni consecutivi.
E’ in questo modo
che condizioni socio-economiche radicalmente nuove, neo-liberalismo,
furono imposte durante il decennio degli anni ’80 e ’90.
– 4)La strategia del differire.
Un altro modo per
far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come
dolorosa e necessaria, ottenendo l’applicazione pubblica nel momento,
per un’applicazione futura.
E’ più facile
accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato: primo,
perchè lo sforzo non è quello impiegato immediatamente, secondo, perchè
il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza di sperare ingenuamente che
tutto domani andrà meglio e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato.
Questo da più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
– 5)Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte
della pubblicità diretta al gran pubblico usa discorsi, argomenti,
personaggi e un’intonazione particolarmente infantile, molte volte
vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi
anni o un deficiente mentale.
Quando più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tenta ad usare un tono infantile.
Perchè?
Se qualcuno si
rivolge a una persona come se avesse dodici anni o meno, allora, in base
alla suggestionabilità, lei tenderà con una certa probabilità ad una
risposta o reazione come quella di una persona di dodici anni o meno.
– 6)Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale.
Inoltre, l’uso del
registro emotivo, permette di aprire la porta di accesso all’inconscio,
per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori.
– 7)Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile.
– 8)Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti.
– 9)Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia.
Così, invece di
ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto-svaluta e
s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui
effetti è l’inibizione della sua azione.
E senza azione non c’è rivoluzione.
– 10)Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.
Negli anni ’50 i
rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra
le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites
dominanti.
Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il sistema ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia della sua forma fisica che psichica.
Il sistema è
riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si
conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema
esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui,
maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.