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mercoledì 22 settembre 2021

Nell’Era del Dogma, dove tutto è religione, funziona così ...

 
 
Draghi, Greta e l’ultimo delirio: i lockdown “climatici”
 
Lo storico fiorentino Nicola Bizzi non è certo un futurologo, ma spesso le sue previsioni risuonano poi nella cronaca. L’ultimissima ha preceduto le notizie di oggi, che vedono Mario Draghi in prima linea nel disegnare la nuova emergenza mondiale, quella climatica. E’ destinata a rimpiazzare il sempre più logoro spauracchio del Covid, vale a dire la più grande “pandemia di asintomatici” della storia, per citare la bocconiana eretica Ilaria Bifarini. L’economista è autrice de “Il Grande Reset”, saggio esemplare che mostra come si possa approdare all’orrenda “nuova normalità” dopo aver letteralmente inventato l’apocalisse sanitaria, negando le cure allo scopo di scatenare la crisi ospedaliera e il panico globale, per arrivare dritti al vero risultato atteso, fin dall’inizio, dall’élite di Davos: la digitalizzazione corporea definitiva dell’homo sapiens, a scopo di dominio, usando come alibi la profilassi sanitaria obbligatoria, cioè il Tso che il governo Draghi oggi impone in modo brutale e sfrontato, chiamandolo addirittura “vaccino”.

SlaverySiamo però alle battute finali di questa tragica farsa, dice Bizzi, perché le frottole sul Covid ormai non reggono più. Anche se l’Italia oggi esibisce il peggior governo di tutto l’Occidente, il più dittatoriale, mezza Europa si sta letteralmente sfilando dall’imbroglio. E quindi occorre cambiare spartito, per tenere in piedi il film della paura. Niente di meglio, dunque, dell’altro grande terrore, quello costruito alterando la lettura dei grandi cambiamenti climatici in corso e soprattutto della loro origine. Merito degli scienziati stipendiati dall’Onu per raccontare – benché smentiti da 500 colleghi, tra cui luminari e Premi Nobel – che il surriscaldamento dipenderebbe dalle attività umane, che semmai stanno sfidando l’ecosistema terrestre su tutt’altro versante, quello dell’inquinamento. Greta Thunberg ha fatto scuola: tra i suoi allievi ora c’è anche Draghi, che alle Nazioni Unite promette un’azione «immediata, rapida e su larga scala». E non sta scherzando: non scherza mai, l’ex capo della Bce.

C’è chi ha in mente, addirittura, di disporre lockdown “climatici”, cioè imposti con la scusa di dover ridurre le emissioni definite “climalteranti”. «Non è detto che si arrivi davvero al lockdown, ma è certo che una fazione dell’élite ha già predisposto anche questa possibilità», avverte Bizzi. L’equazione tra CO2 e clima è una pura invenzione, anche quella, ma sta per diventare legge: «Se non agiamo per ridurre le emissioni di gas serra, non saremo in grado di contenere il cambiamento climatico al di sotto di 1,5 gradi», dichiara Draghi, come riportato dal “Sole 24 Ore”. Nell’Era del Dogma, dove tutto è religione, funziona così: il vertice della piramide fabbrica la sua falsa verità. E poi, nel caso, la impone anche con la forza, con l’aiuto dei media di regime, dopo aver ridotto al silenzio qualsiasi voce dissidente. «Gli eventi meteorologici estremi delle scorse settimane sono stati un doloroso promemoria degli effetti dei cambiamenti climatici», cinguetta l’addolorato Draghi. E il quotidiano di Confindustria fa il coro: quella climatica «è una emergenza di uguale entità, rispetto alla pandemia». Bingo: ci siamo.

DraghiVola alto, Mario Draghi: altissimo. Evoca investimenti per 100 miliardi di dollari, destinati a finanziare una transizione ecologica (sacrosanta, in teoria) che viene però presentata in modo ridicolo, cioè come se davvero potesse incidere sul clima terrestre, notoriamente “ostaggio” dell’attività solare, infinitamente potente, attraverso cicli che hanno sempre raffreddato il pianeta fino alle glaciazioni, per poi tornare a riscaldarlo in modo anche repentino, come starebbe nuovamente avvenendo. Così, dopo aver militarizzato l’Italia e traumatizzato milioni di lavoratori (con l’arma del ricatto) per imporre l’inoculo genico al grafene, fino ad arrivare a insidiare direttamente i ragazzi delle scuole, ora Draghi recita il nuovo copione: «C’è una grande aspettativa sulla nostra leadership da parte delle giovani generazioni». Vero: non vedevano l’ora di farsi iniettare qualcosa nel corpo, per poter essere liberi di circolare e di frequentare l’università. E certo, tra gli appuntamenti imperdibili c’è un evento milanese citato dal premier – il Youth4Climate – in contemporanea con il summit che aprirà il vertice di Glasgow.

«Siamo determinati a porre l’Ue sulla giusta traiettoria per ottenere una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030, e per azzerare le emissioni nette entro il 2050», aggiunge il Grande Vaccinatore, che spiega: «Dovremmo convincere le persone e i paesi a livello mondiale che accelerare la transizione energetica ha dei costi, ma genera anche grandi benefici». Attenti: il premier ricorda che il G20 ha istituito un team speciale, il Sustainable Finance Working Group, «con l’obiettivo di costruire una visione comune, lungimirante e di alto livello, sugli strumenti per rafforzare la finanza sostenibile, affinché possa sostenere gli obiettivi dell’Agenda 2030». Ecco il missing link: la “finanza sostenibile”. Sembra la vecchia storiella del “greenwashing”: dipingere di verde qualsiasi schifezza, in modo da farla sembrare etica. E’ il nuovo Vangelo dei mondializzatori muniti di Green Pass: il G20 corre verso la Transizione Verde, con «investimenti in infrastrutture sostenibili e nelle tecnologie innovative per la decarbonizzazione». Eccetera, eccetera.

BidenCosì parlano i galantuomini che si sono ridotti a ricorrere alla coercizione e al ricatto per imporre la digitalizzazione fisica, premessa obbligatoria per poter accedere al loro paradiso “green”, anche in un’Italia che – non a caso dal 15 ottobre, data d’inizio della “dittatura sanitaria” estesa ai lavoratori – potrà ammirare la Porta dell’Inferno di Auguste Rodin, installata giusto di fronte al Quirinale. Opera scultorea proveniente da Parigi: come se Macron – osserva Ilaria Bifarini – passasse il testimone a Draghi, nella capitale della cristianità dove il pontefice ha definito “atto d’amore” l’inoculo forzato del siero sperimentale che (dati Ema, dunque prudenti) è sospettato di aver già provocato in Europa 20.500 morti e quasi 2 milioni di “feriti”. Sullo sfondo, naturalmente, resta la catastrofe dell’Afganistan trasformato in potenziale serbatoio terroristico, alla bisogna. Ma a tener banco è ancora la digitalizzazione di massa: pare sia la vera urgenza del momento, per entrare definitivamente in un futuro che assomigli a quello di Singapore o di Pechino.

L’amico americano di Draghi, cioè il presidente “eletto” nel 2020 col magico voto postale, ora spinge per rendere obbligatoria la profilassi genica anche tra i lavoratori statunitensi, scatenando l’indignazione dei governatori repubblicani. In ogni caso, l’Italia guida saldamente la classifica dei migliori in campo. E il megafono chiamato Mario Draghi, noto ecologista, ha già pronti i suoi strumenti finanziari: ultra-digitali e, naturalmente, “green”. La premessa: per entrare nel Paese dei Balocchi, finalmente “sostenibile”, bisognerà prima accettare di essere timbrati, tutti, attraverso le nuove tecnologie biomediche, magari interconnesse al wireless di quinta generazione. Alla patente di cittadinanza a punti, ormai, manca poco: la Cina non è mai stata così vicina, da Conte e Bergoglio in poi. Basta sapere che il modello cinese contemporaneo non è esattamente “made in China”, nonostante le recite di una politica ridotta a barzelletta, archiviata la democrazia, con partiti e Parlamenti che fanno ancora finta di esistere.

Fonte: https://www.libreidee.org/2021/09/draghi-greta-e-lultimo-delirio-i-lockdown-climatici/

®wld 

lunedì 21 dicembre 2020

Nuovo studio: nessun riscaldamento in Svezia negli ultimi 200 anni

 
di:
 
Per prima cosa iniziamo notando come Greta Thunberg sia stata ossessionata dal clima del globo e da quello della sua casa, la Svezia. Afferma che sta cambiando pericolosamente velocemente e come questo sia presumibilmente senza precedenti.

Ma un recente documento mostra che in realtà è tutto falso, almeno in Svezia:

Gli autori del documento hanno scoperto che le temperature della Svezia in realtà non sono cambiate affatto negli ultimi 200 anni.

Il clima svedese di oggi è ben all'interno della gamma di variabilità. È un po 'triste come Greta abbia dedicato la sua vita a combattere per una falsa causa. Che spreco. Ma è giovane, e si spera che un giorno si sveglierà con la bufala e si renderà conto di essere usata.

Nevicate da record, simili agli anni '60

In questo momento alcune parti del globo stanno vivendo un inverno vecchio stile anni '60, con nevicate da record. Maggiori informazioni su IceAgeNow. Da record anche la neve caduta nel nord Italia.

L'inverno arriva un po' prima

Successivamente, esaminiamo le temperature medie di novembre per il Canada e l'Islanda utilizzando le tendenze dell'Agenzia meteorologica giapponese (JMA) per le stazioni con dati che risalgono agli anni '90. Primo Canada:

Canada 2020 11 

Dati: JMA qui.

Come mostrano le tendenze, 5 delle 9 stazioni mostrano una tendenza al raffreddamento per novembre, il che significa che l'inverno sta arrivando un po 'prima. Non sta succedendo niente di preoccupante qui e certamente niente di cui allarmarsi. Greta è tutta isterica per nulla.

Islanda

A coloro che dicono il giorno del giudizio sul riscaldamento globale piace anche cercare di ingannare le persone sul clima in Islanda. Quindi diamo un'occhiata ai dati JMA per le stazioni con dati sufficienti per vedere cosa sta succedendo lì:

Islanda 2020 11 

Fonte dati: JMA

Due delle 3 stazioni in Islanda si sono raffreddate modestamente e una si è riscaldata leggermente. Notare le ampie fluttuazioni, che probabilmente dipendono in gran parte dai cicli oceanici atlantici naturali.

Le estati islandesi si sono raffreddate dall'inizio dell'Olocene

Ora un'ultima nota sull'Islanda e sui suoi ghiacciai.

Risulta che, secondo le analisi sedimentologiche condotte dagli autori della seguente pubblicazione, le temperature all'inizio dell'estate dell'Olocene dovevano essere circa 3° C più calde rispetto alla fine del XX secolo!

Leggi anche: Le 10 previsioni sul riscaldamento globale di Al Gore, 15 anni dopo - Nessuno è accaduto!

Ghiacciaio dell'Islanda 

Questo ci dice di non preoccuparci affatto delle urla del giorno del giudizio di Greta e Co.

Fonte: Notrickszone.com / Studio: Link.springer.com

Fonte: https://humansarefree.com/

®wld

sabato 5 ottobre 2019

Video e letture per il fine settimana

Grazie Greta
Postato da Massimo Lupicino
Ne è passata di acqua sotto i ponti, da quando per la prima volta ebbi l’onore di scrivere un post su queste pagine: era l’Aprile del 2016 e il pezzo era dedicato all’imminente referendum sulle trivelle. In quella occasione si confermò il tradizionale approccio del nostro Paese alle questioni energetiche: scevro da fondamentalismi ambientalisti e orientato, piuttosto, ad un intelligente pragmatismo. A quell’articolo ne seguirono altri, tanti. E con questi, altrettante discussioni, confronti talvolta accesi. L’attenzione è stata spesso rivolta a quel “secondo livello”, politico e finanziario, che si manifestava sempre più chiaramente dietro alla cortina fumogena di una narrativa mediatica a senso unico. Ci siamo avventurati in questa indagine in beata solitudine, o meglio, in piccola e ottima compagnia, nello stile che da sempre ha contraddistinto il Villaggio di Asterix. 

Poi è arrivata Greta. E tutto si è rivelato con una chiarezza sconosciuta fino ad allora. Che il fenomeno fosse legato a doppio filo con la politica si poteva intuire fin dalle origini, dall’affascinante intreccio di personaggi e di storie accomunate da un retroterra ideologico ben preciso, e dalle sorprendenti coincidenze. Il resto è storia nota, la storia di una protesta “contro il Sistema” fatta a colpi di selfie con gli esponenti più potenti e influenti dello stesso Sistema. Di comparsate agli happening più cari alle elites mondialiste. Di mega-bigiate collettive organizzate in strettissima prossimità di eventi elettorali importanti, a partire dalle elezioni europee per finire con le legislative in Austria di pochi giorni fa. 

In pochi, tuttavia, hanno colto fin dall’inizio il valore squisitamente politico del fenomeno. Fino all’esito delle elezioni europee, quando unitamente al coro mediatico di sollievo collettivo per lo scampato pericolo, si è cominciato a parlare più esplicitamente, e con toni persino trionfalistici, del contributo di Greta & friends al salvataggio in extremis dell’Europa dal morbo sovranista. Da lì in poi, è stato un crescendo wagneriano: le foto con la T-shirt Antifa, la gita in barca col principe, il siparietto con Trump all’ONU, i legami con la galassia di Soros, Al Gore e Michael Bloomberg, e via dicendo.

Per chi scrive, tutto questo ha avuto il sapore di una liberazione. Finalmente il “secondo livello” era venuto allo scoperto, per urgenza, per necessità, per disperazione, vai a capire. Ma l’ha fatto, e finalmente tutta l’altisonante retorica sul global warming come materia di disquisizione destinata a sopraffine menti scientifiche votate alla salvezza del genere umano si è rivelata per quello che era: una costruzione mediatica con un fine politico ben preciso, e sottesa allo stesso, la trama fittissima di interessi dell’elite globalista che ad una certa area politica ha legittimamente affidato la realizzazione dei suoi progetti, e la difesa dei propri interessi.

A preparare il terreno a questa metamorfosi, è stata la scelta assolutamente incredibile da parte del mainstream scientifico, di dichiarare la ricerca “conclusa”: nel momento in cui la teoria dell’AGW è stata dichiarata a media unificati “scienza consolidata” (e come tale non più suscettibile di critica), essa ha perso nel medesimo istante la dignità stessa di scienza. Non esiste una “scienza consolidata” perché il divieto di fare ricerca (e divulgazione) in senso opposto all’opinione prevalente è la negazione della scienza stessa: è fondamentalismo, è ideologia, è politica. Quando la “scienza consolidata” ha consegnato le chiavi della ricerca climatica alla politica, il Global Warming è diventato solo uno dei tanti temi di battaglia politica. Chè un Global Warming oggi vale quanto una toilette gender-friendly o un utero in affitto, con buona pace di chi pensava di salvare il mondo in virtù delle sue raffinate conoscenze scientifiche.

Spianata la narrativa del consenso scientifico a colpi di napalm mediatico, si è avuto l’avvento di Greta. Un avvento che ha avuto del miracoloso, ma non (solo) nell’accezione dei fan adoranti. Perché è grazie a Greta e all’implacabile battage mediatico di questi mesi che è accaduto il vero miracolo: gli argomenti degli scettici climatici hanno trovato finalmente spazio sui media come nelle conversazioni da bar.

È grazie a Greta, infatti, che le voci di tanti scienziati non allineati, e forti di nomi assolutamente prestigiosi, sono finalmente arrivate al grande pubblico. È grazie a Greta che la bugia più odiosa, quella del mitico consensus al 97% (già messa in discussione da tempo su queste pagine), si è sgretolata nella forma di appelli pubblici, interviste, persino grafici spiattellati su alcuni giornali di larga diffusione. Giornali di area politica opposta a quella che sostiene Greta. Ma proprio questo è il punto: quando un argomento diventa materia di polemica politica, allora diventa divisivo di per sè, con buona pace della pretesa ridicola di essere “consolidato”. Chè non esiste niente di “consolidato” nemmeno in politica, a meno di trovarsi sotto una dittatura.

E allora sarà pur vero che l’avvento di Greta ha battezzato la grande operazione politica europea di ritinteggiatura di vecchi contenitori rossi in pessimo stato, in attraenti contenitori verdi scintillanti  a beneficio delle elites che di quei contenitori intendono continuare a servirsi. Ma il prezzo da pagare, per chi ha usufruito finora del diritto esclusivo di declamare i propri dogmi scientifici in beata solitudine, è stato altissimo: da oggi il global warming è tornato ad essere, per la prima volta da almeno 30 anni, oggetto di dibattito scientifico e non appannaggio di una elite di scienziati più illuminati (e coccolati) degli altri.

Da oggi ci sono partiti politici che vedono nel Global Warming un’arma politica da disinnescare, specularmente a quei partiti che nel Global Warming hanno visto, da tempo, una occasione imperdibile per accreditarsi come salvatori del Pianeta, a fronte di una agenda politica ormai a corto di argomenti. E questa è la premessa alla possibilità di investire finalmente fondi in una ricerca scientifica a 360 gradi che faccia giustizia di allarmismi inutili, infondati ed economicamente suicidi. E che restituisca agli scienziati il piacere di fare ricerca… per il semplice piacere di farlo, e non per la pretesa superomistica di salvare il Mondo.

Tutto ciò lo dobbiamo a questa piccola ragazzina e all’entourage che si porta dietro. E alla loro battaglia politica, non certo scientifica. Una battaglia assolutamente legittima, e per alcuni versi, persino benedetta. 

Fonte: http://www.climatemonitor.it/
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https://www.facebook.com/losai.eu/videos/349118599133080/
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https://www.facebook.com/bastagovernidisinistra/videos/788014708268421/
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FONTE
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martedì 1 ottobre 2019

Una manipolazione voluminosa e volutamente ingannevole

   

‘Sciopero globale sul Clima’ Sostenuto pesantemente da George Soros
Mentre ci si aspetta che il pubblico creda che lo sciopero climatico globale sia stato un movimento di base di giovani studenti, la realtà, i finanziamenti e l'organizzazione sono tutt'altro che orientati verso i giovani; piuttosto, è una manipolazione voluminosa e volutamente ingannevole. ⁃ Editor TN
Mentre la sedicenne Greta Thunberg è diventata il volto del movimento per gli scioperi climatici, non è più un raduno di bambini. Una litania di gruppi di attivisti di sinistra ben finanziati hanno collaborato per generare una settimana di proteste climatiche note come "Global Climate Strike:" dal 20 al 27 settembre, prenotando la conferenza sul clima delle Nazioni Unite.

Almeno 22 di questi partner sono stati finanziati dal miliardario liberale George Soros, che spende quasi $ 1 miliardo di dollari all'anno in gruppi che spingono una varietà di cause di sinistra. Insieme, 22 organizzazioni elencate come partner internazionali o nordamericani del Global Climate Strike hanno ricevuto almeno $ 24.854.592 da Open Society Network di Soros tra il 2000-2017.

I media liberali hanno celebrato l'arrivo di Thunberg a New York e le proteste globali si sono svolte il 20 settembre e probabilmente faranno lo stesso per il secondo turno. Maggi Rulli della ABC ha urlato: "Ora, guarda cosa è diventato il suo movimento!" con cappi intorno al collo. Una dura richiesta di cambiamento prima che sia troppo tardi", ha riferito Yasmin Vossoughian di MSNBC il 20 settembre.


Gli scioperi sono previsti in 150 paesi per il 27 settembre. Indubbiamente, la promozione e il partenariato di centinaia di gruppi liberali tra cui 350.org (che ospita il sito Web Global Climate Strike), EarthJustice e Friends of the Earth hanno contribuito a far aumentare le dimensioni dei palloncini. Il 20 settembre, gli scioperi hanno attirato circa 4 milioni di attivisti, con 2.500 proteste in programma in 163 paesi in tutto il mondo, secondo Vox. Anche NextGen America del candidato democratico Tom Steyer era un partner, insieme al Sierra Club, che ha ottenuto milioni dall'ex sindaco Michael Bloomberg.

Negli ultimi anni, il finanziamento di Soros è andato ad almeno 22 di quei gruppi partner tra cui 350.org, Amnesty International, Avaaz, Color of Change e People's Action. Quei gruppi avevano varie agende legate al clima dalla riduzione delle emissioni globali di carbonio a meno di 350 parti per milione, una campagna per il 100 percento di "energia pulita", vietando i nuovi progetti di combustibili fossili a un "movimento verde per i diritti civili".

Bill Mckibben, eco-doomsayer, ha fondato 350 nel 2008. Il nome dell'organizzazione deriva dal suo obiettivo di emissioni di carbonio desiderato inferiore a 350 parti per milione - gli attuali livelli di emissioni sono già a 415 ppm. Le previsioni climatiche passate di McKibben erano così estreme che anche Scientific American lo ha chiamato fuori nel 2011, per essere stato "surriscaldato" e "spaventoso". Il gruppo ha combattuto contro il carbone in India, ha cercato di fermare il gasdotto Keystone XL negli Stati Uniti e ha promosso disinvestimento di combustibili fossili.

Conosciuta soprattutto per il suo aborto, il controllo delle armi da fuoco, la difesa dei diritti LGBTQ e l'opposizione a Israele, Amnesty International era un altro partner di sciopero finanziato da Soros. Il suo sito web ha confermato che "prenderà parte agli scioperi climatici", perché "I diritti umani sono intimamente collegati ai cambiamenti climatici a causa del suo effetto devastante non solo sull'ambiente ma sul nostro benessere".

Gruppo meno noto, Avaaz è un'organizzazione no profit globale di "e-advocacy" la cui funzione principale è quella di promuovere programmi politici di sinistra attraverso la costruzione e campagne basate sul Web", secondo Discover The Networks. Una campagna Avaaz ha raccolto firme per petizioni per portare le società e le economie mondiali al 100% di energia pulita entro il 2050.



martedì 24 settembre 2019

Il planetario asilo su cui siamo tutti passeggeri


Ti piace il tuo tempo, naturale o artificiale? L'ultima puntata di Global Alert News è di seguito.  

Educare le popolazioni alla questione critica dell'ingegneria del clima è il grande imperativo. Condividi dati credibili da una fonte credibile, fai sentire la tua voce, fai contare ogni giorno. DW
Fonte: https://www.geoengineeringwatch.org/geoengineering-watch-global-alert-news-september-21-2019-215/

Primi minuti del video trascritto:

Durante l’ultima settimana nel planetario asilo su cui siamo tutti passeggeri e nel frattempo un capitolo dopo l’altro di teatro politico e l’idiozia continua a distrarre la maggioranza della popolazione. 

Nel video sopra verranno trattati numerosi possibili titoli dei più critici problemi che affrontiamo collettivamente, notizie che vogliamo sentire, ma prima questa domanda, quanti hanno mai smesso di meditare, quale riflesso di se stessi vogliono vedere allo specchio ogni volta che raggiungono la fine del breve viaggio della vita, il viaggio che per la cronaca dovrebbe essere lontano, ma più corto di quanto quasi mai si voglia.

Credere che la razza umana rimanga sul corso attuale sarebbe molto più facile, facciamo l’ultimo respiro sapendo che abbiamo fatto tutto ciò che potevamo fare per il bene superiore, invece di una vita trascorsa principalmente nella ricerca del piacere personale, sperando che ci sarà qualcosa in più, qualcosa più gratificante, realizzazione più tangibile della conoscenza. Abbiamo provato a fare quello che potevamo per il meglio.

Quanti raggiungeranno la fine della loro vita e affronteranno la voce della coscienza, quella voce che ci dice che avremmo potuto e dovuto fare qualcosa. Infatti su quel tema, in questo breve video avrei dovuto fare qualcosa, dal progetto sulla teoria della cospirazione cercando il titolo che gli ho appena dato, avrei dovuto fare qualcosa sul progetto della cospirazione, un potente messaggio breve ma potente che vale la pena di visualizzare, sicuramente per il clima avvenuto lo scorso marzo.

Ecco una domanda che dovrebbe essere posta può esserci una risposta legittima, una discussione sullo stato del clima mentre contemporaneamente è stato omesso completamente il singolo miglior clima, un fattore di disturbo di tutto ciò che non c’è. Per essere chiari non sto affatto negando l’elenco infinito di distruzione ambientale, dalle attività umane che stanno decimando il nostro pianeta un tempo fiorente; quello che sto dicendo, ancora una volta non può essere legittimo sulla discussione sul clima fino a tutta la verità che viene detta a partire da operazioni di ingegneria del clima in corso, fino a passare alla struttura di potere in corso, assalto all’umanità in tutto il libro della vita.  
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Ndr: il video di 54 minuti e 44 secondi di Dane Wigington in lingua inglese, ci riferisce dati incontrovertibili sulla china di dove l’umanità è diretta.  

Il video, nonostante l’evidenza, parla di personaggi blasonati che non si fanno scrupoli a negare quello che tutti noi, tutti i giorni vediamo; parla del 5G e il suo implicito impatto di microonde sull’atmosfera, parla del controllo geoigegneristico degli uragani, la distruzione sistematica delle nuvole con la geoingegneria, le immagini nel loro susseguirsi del video sono quelle che noi tutti possiamo vedere ma, che non ci facciamo più caso, parla della moria di uccelli ¾ dei volatili si sono estinti, la distruzione dell’ozono, i raggi solari UV fonte di tumori e cambiamento del nostro DNA, ma non solo umano ma di tutte le forme di vita sulla Terra, Lo scioglimento con solventi dell’artico per appropriarsi delle sue risorse fossili.  

Forse alla “Thunberg” non è stato detto che gli aerei che passano sopra la sua e nostre teste sono migliaia e migliaia tutti i giorni, senza contare quelli militari e senza livree identificabili e che dire delle mega navi grattacieli galleggianti che solcano i mari di tutto il globo terraqueo, dove viene usato un carburante fossile così denso e inquinante da far rabbrividire, le immissioni di zolfo nell’atmosfera sono superiori a 100 volte di più di un motore a scoppio.  

Senza dubbio Greta e tutti i bigini credono in quello che fanno, perché così è stata raccontata loro da chi dietro le quinte impunemente sta zitto, manipolando menti in via di formazione per mero cinismo legato al denaro e alla smania di possesso.


L’USO MASSICCIO DI FREQUENZE RADIO E MICROONDE MODIFICA METEO E CLIMA?  Articolo NoGeoingegneria
 

L'Astra Brahmashirsha il gigantesco messaggero di morte

Se vuoi la vera libertà, vivi come un leone, lotta per la verità e crea la tua realtà.